Novità in materia di mutui

A partire da novembre 2016 sono entrate in vigore le nuove norme per i mutui. Una prima importante novità si chiama PIES, acronimo che sta per prospetto informativo europeo standardizzato. Si tratta di un documento con una proposta valida per almeno sette giorni e vincolante per la banca. Accanto al foglietto informativo, perciò, il cliente avrà anche questo strumento per valutare con attenzione le condizioni del mutuo proposto, bloccando di fatto le condizioni per almeno sette giorni. Prima della firma, inoltre, il cliente può richiedere la copia del contratto di mutuo senza alcuna spesa.
Il piano di ammortamento viene allegato al PIES solo in caso di mutui a tasso fisso per tutta la durata, non per quelli a tasso variabile o misto.

Consulenti e perizie: una maggior attenzione all'utente
I consulenti che propongono mutui, gestiscono i reclami e assistono i consumatori dovranno avere requisiti professionali specifici. Secondo le indicazioni di Banca d'Italia sarà indispensabile avere un'elevata conoscenza dei prodotti venduti, delle disposizioni di legge e delle procedure di valutazione degli immobili. Proprio in fatto di valutazioni, arrivano novità riguardo la perizia. Ci sono indicazioni da rispettare perché la perizia sia indipendente e corretta: è prevista l'iscrizione a un albo professionale e un'esperienza di almeno tre anni nel settore.
Inoltre il perito non può essere un parente, amico, convivente o collega del consulente che eroga il mutuo o del richiedente.

Le misure che andranno incontro ai clienti in difficoltà

Come espresso dalla direttiva europea, Banca d'Italia entra nel merito anche delle politiche e delle procedure da adottare per chi paga in ritardo. Il personale che interagisce con questi clienti dovrà adottare un linguaggio comprensibile, indicando gli oneri dovuti ai pagamenti omessi o parziali. Previste anche le misure per andare incontro ai clienti in difficoltà: allungamento del piano di ammortamento, rinegoziazione del tasso e sospensione delle rate per un determinato periodo. Alcune banche offrono già queste misure su base volontaria.

Cosa succede in caso di inadempienza

Sono previste per il consumatore ci saranno due procedure in caso di mancato pagamento delle rate del mutuo. Resta in vigore l’articolo 40 del TUB il quale prevede che in caso di inadempimento del consumatore, la banca possa sciogliere il mutuo, chiedere il pagamento dell’intero residuo al cliente e quindi rivalersi sulla casa ipotecata in caso si fosse verificato, per 7 volte nel corso del contratto, un ritardato pagamento: per ritardato pagamento si intende quello effettuato tra il 30esimo e il 180esimo giorno dalla scadenza della rata.
E’ stata introdotta una nuova procedura che la banca può applicare solo se c’è stato in questo senso un accordo col cliente al momento della stipula del mutuo. E in questo caso le rate pagabili in ritardo salgono a 18 nel corso del contratto. Secondo la procedura tradizionale, per potersi rivalere sulla casa ipotecata, l'istituto di credito deve chiedere una procedura esecutiva al Tribunale e dopo qualche tempo ottenere così la possibilità di mettere la casa all’asta spesso a un prezzo molto più basso di quello che sarebbe il suo valore di mercato.

Cosa cambia davvero

Se c’è accordo specifico col cliente, la nuova legge in qualche modo accorcia i tempi, perché non prevede più il passaggio dal Tribunale. Innanzitutto per attivare la procedura sono necessarie 18 rate pagate in ritardo rispetto alle 7 rate della procedura tradizionale. L’immobile in questo caso, viene valutato da un consulente indipendente e messo in vendita a valore di mercato. La parte di prezzo che residua dopo il pagamento dei debiti derivanti dal mutuo viene consegnata al mutuatario. Tale procedura  consente alla banca di accorciare i tempi per il recupero del suo credito.